Gerace, degna di interesse per le sue bellezze monumentali e paesaggistiche. Un tempo fiero comune libero d'Italia, tra i primi della penisola, Gerace ha ripetutamente difeso nei secoli scorsi la propria autonomia pagando il prezzo di numerose battaglie contro invasori turchi e normanni. Secondo la leggenda nel 915 i sopravvissuti ad una terribile invasione saracena su Locri, si trasferirono sotto la guida di uno sparviero, su un'altura e ivi fondarono Gerace. Da qui il nome alla città: lo stemma comunale della città rappresenta infatti un ierax (sparviero). Che gerace sia sempre stato un luogo ricco di sacralità lo dimostra anche il fatto che nel XVIII secolo nella città si contavano oltre sessanta chiese, otto conventi e diversi monasteri.
Essa è suddivisa in cinque aree urbane (il Castello, la città, il Borghetto, il Borgo Maggiore e la Piana) .
Soprattutto caratteristico in centro storico di Gerace che attira l'attenzione di tanti visitatori,s i consiglia di raggiungere il Baglio, nome con cui gli abitanti chiamano lo spazio antistante al Castello della città: da qui si ammira un paesaggio naturale di incantevole bellezza, straordinario per i colori e per la varietà delle forme orografiche. Alle spalle il Castello si consiglia di dirigersi in direzione della Cattedrale normanna, dove è possibile visitare la prigione dei cinque martiri di Gerace, il portale di Lucifero e poco distante il palazzo municipale ricco di decori marmorei. La Cattedrale risale al 1045 e consta di tre navate ciascuna delle quali è abbellita da 13 colonne provenienti, secondo gli studiosi, dai templi della vicina Locri. Scendendo poi lungo la via Catello si raggiungono la Chiesa di San Franncesco e le vicine Chiese di San Giovannello e del Sacro Cuore.
L
a Piazza del Tocco,èun vero e proprio salotto dove gli abitanti sono soliti riunirsi nel tempo libero per godere dell'aria aperta. Sulla piazza si affacciano alcuni tra i più bei palazzi signorili della città, a cominciare da Casa Furci per continuare con Casa Migliaccio e l'abitazione storica del Barone Macrì. A due passi dalla piazza è possibile ammirare il Palazzo della Città un tempo sede dei feudatari della zona. Secondo l'etimologia del termine che dà il nome alla piazza ("tocco" deriverebbe dal greco "thòkos", che significa seggio, assemblea), lo spazio è da sempre eletto a luogo d'incontro cittadino. Secondo altri invece il termine "tocco" starebbe a significare "beretto" del magistrato e, stando a questa derivazione, Piazza del Tocco significherebbe Piazza di Giustizia. Per altri ancora "tocco" richiamerebbe il suono della campagna che a Gerace chiamava a raduno i membri del parlamento.