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Pentadattilo - Bova Superiore

Pentedattilo in Calabria

Altro itinerario interessante da percorrere durante le vacanze a Tropea Capo Vaticano è la visita a Bova Superiore e Pentadattilo.

Pentedattilo posto a 250 metri s.l.m., Pentedattilo in provincia di Reggio Calabria,sorge arroccato sulla rupe del Monte Calvario, dalla caratteristica forma che ricorda quella di una ciclopica mano con cinque dita, in pittoresca posizione tra le colline che si affacciano sul mar Jonio, nella zona compresa tra Saline e Melito Porto Salvo. Il nome ha origine greca, pentedàktylos, che significa appunto cinque dita. Ben visibile da tutta la costa circostante, rappresenta, venendo da Reggio, il primo dei molti centri antichi sparsi alle falde dell'Aspromonte jonico che meritano di essere visitati almeno una volta, come ad esempio Bova, Palizzi, Condofuri, San Lorenzo, paesi di estremo interesse artistico e culturale, che si stanno sempre più spopolando a vantaggio degli omonimi centri costieri. E ancora Bagaladi, Roccaforte del Greco, Gallicianò, Roghudi, Staiti. Le vicine Bova, Condofuri, Roccaforte del Greco, Gallicianò e Roghudi costituiscono l' area grecanica della provincia, la cosiddetta Grecia di Calabria, un'area fortemente disgregata dove, in qualche luogo, ancora si conservano tradizioni e lingua direttamente ereditate dai greci della Magna Grecia.Sfortunatamente, alcune parti della montagna sono crollate ed essa non presenta più tutte e cinque le 'dita', ma rimane comunque un posto affascinante e pieno di mistero, uno dei centri più caratteristici dell'Area Grecanica. Quello che era l'antico paese, risulta oggi abbandonato, la popolazione infatti è migrata leggermente più a valle formando un nuovo piccolo centro dal quale si ammira il vecchio ‘paese fantasma’. Ogni estate, Pentedattilo è tappa fissa del Pentedattilo Film Festival, importante evento della cultura grecanica nel panorama internazionale.

Bova Superiore in Calabria

Bova Superiore, le antiche origini del borgo di Bova (Vua) sono testimoniate dai numerosi ritrovamenti archeologici rinvenuti nei pressi del Castello Normanno risalenti al Neolitico, anche se le prime testimonianze storicamente documentate sull’esistenza di Bova risalgono ai primi anni del secondo millennio, quando tra il 1040 ed il 1064 i Normanni si imposero su Arabi e Bizantini nella dominazione della Sicilia e della Calabria. Nel secolo VIII – VI a. C. divenne colonia della Magna Grecia, mentre nei secoli seguenti fu assediata dai Saraceni, dagli Arabi e dai Normanni, e proprio con quest’ultima dominazione Bova entrò nel periodo feudale e divenne contea. La città fu un’antica sede vescovile, e seguì il rito greco introdotto in Calabria dai monaci basiliani fino al 1572, anno in cui il Vescovo Stauriano impose il rito latino, fece scomparire ogni traccia del rito Bizantino e con esso tutti i quadri e le steli, sostituendole con statue seicentesche confacente al rito romano. Le testimonianze artistiche di questo periodo sono rappresentate anche dalle numerose chiese sparse sul territorio con i portali in pietra locale decorati e le statue marmoree attribuite alla Scuola Messinese. La latinizzazione portò alla graduale scomparsa della lingua greca, che veniva considerata la lingua del popolo o della povera gente.

La storia recente porta agli anni ’70, quando, dopo importanti eventi sismici ed alluvionali, la maggioranza della popolazione si trasferisce sulla costa e sorge il Comune di Bova Marina. Dalla metà degli anni ’90 ad oggi nasce un nuovo interesse verso il comune di Bova Superiore e vengono valorizzate non solo le risorse culturali ma viene anche recuperato il patrimonio architettonico pubblico e privato. Nel 2003 arriva a livello nazionale la prima conferma che il percorso che si è intrapreso è quello vincente: il comune di Bova rientra nella rete dei Borghi più Belli d’Italia.

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