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Villaggio Rupestre Zungri

Spilinga & Zungri

Itinerario Culturale

Zungri, un paesino agricolo ad un'altitudine di circa 571 metri s.l.m , in provincia di Vibo Valentia, in una straordinaria posizione panoramica di affaccio sul mare, facilmente raggiungibile dalla costa, dalle più note località di Capo Vaticano, Tropea, Briatico e Vibo Valentia.

Qui si trova, ai margini del centro abitato del paese, a rappresentare il legame e la continuità tra il nuovo e il vecchio, un insediamento rupestre, detto degli Sbariati, posto su un costone esposto a Sud-Est del Monte Poro. Prima di iniziare il tour, sarà piacevole soffermarsi al museo della civiltà rupestre e contadina, dove osservare reperti storici rappresentativi di antichi mestieri.

La passeggiata prosegue, muniti di scarponcini, ci avventuriamo in un viaggio fuori dal tempo, scendendo per una via ricavata a ridosso della parete rocciosa ci incamminiamo per quella che sarà un'esperienza stimolante, in una cornice naturalistica struggente, dove a fatica l'uomo si è fatto spazio fra la roccia, la vegetazione ha saputo sfruttare ogni piccolo ammasso di terra per crescere e rendere tutto più particolare, per non parlare del panorama che si apre oltre la valle, e arriva fino al mare. L'origine dell'insediamento a Zungri è da attribuirsi alla venuta in Calabria dei monaci Basiliani, che venuti dall'Oriente, si insediarono in territori interni per sfuggire alle incursioni arabe sulla costa. I monaci fondarono un particolare modello di vita sociale, svilupparono degli insediamenti umani organizzati in grotte. Il villaggio rupestre risale abitato dal XII al XIV sec., periodo in cui contava almeno 100 case-grotta, scavate nella roccia con ambienti monocellulari e bicellulari, alcuni dei quali anche a più piani. Muovendosi all'interno di un'area costituita da 3000 mq è chiaramente leggibile l'impianto urbanistico dell'insediamento: le abitazioni in grotta ipogee (sotto terra), in alcuni casi integrate con manufatti in pietra epigei (fuori terra); la rete viaria, articolata in percorsi e scalinate ricavate nella roccia, che da monte a valle ci conducono in un viaggio che ci porta a interrogarci e a capire come popolazioni così lontane nel tempo hanno vissuto ed hanno organizzato il loro habitat. Gli ambienti sono stretti, e la forma è varia, si passa da quella circolare alla forma quadrata o rettangolare, alcuni presentano una copertura a volta, o a cupola con un foro al centro per l'aerazione, altre presentano finestre circolari o rettangolari, che si affacciano sul sistema viario e sul panorama della valle. Le pareti interne sono particolari, spesso ci sono delle nicchie ricavate per gli usi più diversi, sia per la presenza di incassi per la sistemazione di letti che mensole o altro. Gli interni sono freschi e luminosi, sia per le diverse aperture, con porte e finestre, ma anche per le caratteristiche della roccia in cui sono ricavati, roccia di arenaria molto chiara. Negli interni sono visibili frammenti di colonne granitiche e vari esempi di capitelli, sia in stile corinzio che decorati a palmette. In località Papaglionti di Zungri sul Monte Poro vi è una villa romana che ricalca lo stile della classica casa romana disposta attorno a due cortili. Non si può far a meno di andare alla scoperta di cosa si nasconde dietro ogni singola apertura nella roccia, e io non mi fermo neanche davanti agli spazi più angusti, così percorro uno stretto tunnel per ritrovarmi in uno spazio più ampio che ha una ampia apertura, e mi chiedo a che poteva servire quel tunnel nella roccia, se a pochi passi c'era una ampia porta d'ingresso, forse solo per regalarmi il piacere di intrufolarmi nelle viscere della terra, alla scoperta di quanto di misterioso nasconde. Trovo un foro nella pavimentazione, non troppo profondo e abbastanza largo da potermi calare giù, attraverso dei fori nella roccia mi muovo in altre stanze, e in un attimo sono di nuovo all'aperto, ad osservare gli ulivi imponenti. Mi godo con calma ogni attimo, ad ogni passo mi fermo ad osservare quanto mi circonda, mi perdo a scrutare quanto questo misterioso luogo abbia da offrire, una piccola civiltà rupestre, in una natura incontaminata, in un mondo perduto e ritrovato, alla ricerca delle origini, per vivere meglio il presente e affrontare il futuro con più ottimismo. Andando via possiamo passare davanti alla chiese della Madonna della Neve, al cui interno è custodito un importante dipinto della Madonna attribuito ad un pittore meridionale formatosi nella scuola Raffaellesca. Riprendiamo il viaggio, alla scoperta di nuovi angoli nascosti, ma prima torniamo al mare a farci un bel bagno rinfrescante, non importa quale sarà la spiaggia che ci accoglierà, siamo sulla Costa degli Dei e ogni singola spiaggia ha qualcosa da raccontare, è la sua naturale bellezza che parla per essa.

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